Eversione - L'indagine di Potenza approda in Sicilia
Anche 3 siciliani fra i 20 indagati dalla Procura di Potenza con l'accusa di associazione eversiva finalizzata al terrorismo. Uno di essi è il segretario provinciale di Palermo dello «Slai Cobas per il sindacato di classe». In proposito il sindacato nazionale precisa: «Lo Slai Cobas non c'entra»
PALERMO – Ci sarebbero anche 3 siciliani fra i 20 indagati dalla Procura di Potenza con l’accusa di associazione eversiva finalizzata al terrorismo. Secondo quanto riporta l'edizione palermitana di «Repubblica». Si tratterebbe di Rosario Sciortino, 49 anni, Giovanna Milazzo, 48 anni, di Alcamo (Trapani), e Giuseppe Gaglio, 40 anni, di Montelepre, entrambi residenti a Milano. Rosario Sciortino è il segretario provinciale di Palermo dello «Slai Cobas per il sindacato di classe» la cui sede ex sede è stata perqusita dalla Digos così come l’abitazione dello stesso. Il segretario nazionale dello «Slai Cobas» (senza l’aggiunta «per il sindacato di classe») Corrado Delle Donne, e quello siciliano, Salvo Scuderi - interpellati da Apcom - negano che Sciortino appartenga al loro sindacato. «Ne facevano parte fino ad alcuni anni addietro - dicono - poi sono usciti e hanno fondato "Slai cobas per il sindacato di Classe". Li abbiamo già più volte diffidati ad usare il nostro nome - riprende Delle Donne - e stiamo pensando ad altre iniziative. Già in altre occasioni abbiamo detto che non c'entravano niente. E' grave che nonostante le nostre smentite continuino ad uscire le stesse cose». «Da quando abbiamo rifondato il sindacato in Sicilia un paio di anni addietro - dice Orazio Calì, componente dell’esecutivo nazionale dello Slai-Cobas - Sciortino non lo abbiamo mai visto. Non abbiamo nessun contatto con questa persona» ribadisce spiegando che il sindacato si caratterizza per il suo impegno per i precari degli enti locali. «A Palermo non esiste una segretaria provinciale del nostro sindacato. Siamo presenti in 6 capoluoghi dei 9 capoluoghi di provincia dell’isola, ma non a Palermo anche se, in provincia ci sono delle delegazioni. Non abbiamo nulla a che vedere con questi - conclude Calì - non hanno le tessere del nostro sindacato e non hanno neppure preso parte al nostro congresso nazionale di Vibo Valentia».
19/10/2007 @ La Gazzetta del Mezzogiorno