(AGI) Gli investigatori della sezione patrimoniale dell’ufficio “Misure di prevenzione” della questura di Palermo hanno ricostruito una complessa ed articolata rete di interessi economici manovrata attraverso l’uso di soggetti, alcuni reclutati in ambito familiare, che erano intestatari di aziende e beni immobili riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, arrestato nel 2002 per mafia e ritenuto un prestanome dei due boss. Andrea figlio di Giacomo detto "u sinnacheddu", esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi e legato ai Badalamenti. Un fratello di Impastato, Luigi, 65 anni, venne assassinato a Palermo il 22 settembre del 1981, agli inizia della guerra di mafia finita con il predominio dei corleonesi.
“L’indagine di oggi -ha detto il questore di Palermo Giuseppe Caruso- la definirei piu’ che importante in quanto si e’ riusciti a bloccare una considerevole somma di denaro in contanti riconducibile a mafiosi e a prestanome che, senza il tempestivo intervento dei miei uomini, si sarebbe volatilizzata”.
Il dirigente dell’Ufficio Misure di prevenzione della questura, Lisa Iovanna, ha sottolineato il collegamento delle indagini su Impastato a quelle relative a Pino Lipari.
In particolare, il sequestrato ha riguardato le aziende “M.E.C. Mediterranea Edil commerciale srl” con sede a Cinisi; “IN.CA.S. Inerti calcarei Sud srl” con sede a Montelepre; “Medi Tour srl” con sede a Palermo; “Prime Iniziative srl” con sede a Carini; “Paradais srl” con sede a Montelepre. Apposti i sigilli anche a quaranta appezzamenti di terreno edificabili e non, ubicati tra Terrasini, Cinisi, Carini, Montelepre, Monreale, e San Vito Lo Capo, a una cava per l’estrazione di inerti in contrada Ucciardo tra Carini e Montelepre; un complesso industriale di 50 mila metri quadrati a Carini adibito a centro commerciale e attualmente in affito a una societa’ di grande distribuzione, estranea alle indagini; un altro complesso industriale a Carini, per la preparazione di inerti e conglomerati cementizi; diversi capannoni utilizzati per lo stoccaggio di merci varie conto terzi nella zona industriale di Carini; il complesso turistico residenziale denominato “Calamancina Residence” di San Vito Lo Capo. Sono altresi’ inoltre sequestrati conti correnti, depositi e titoli per un valore complessivo di un milione e mezzo di euro. (AGI) e Repubblica.it