Video della cattura dal tg5
PALERMO - Una villetta a Giardinello, nel Palermitano, a 300 metri di distanza in linea d'aria da quella in cui sono stati catturati. Un «rifugio temporaneo». Qui il boss Salvatore Lo Piccolo avrebbe trascorso gli ultimi giorni prima del blitz che ha messo fine alla sua latitanza. Il covo è stato individuato martedì mattina dalla polizia. Sul posto si trovano agenti della Squadra mobile e una squadra dei vigili del fuoco. L'immobile sarebbe intestato a un uomo residente a Giardinello.
LIBRO MASTRO DEL PIZZO - Intanto nel luogo dell'arresto gli agenti della Squadra mobile hanno trovato il libro mastro del pizzo. Da ambienti investigativi si è appreso che non si tratta di un volume simile a quello trovato nel 1989 alla cosca dei Madonia, ma in questa rubrica in possesso ai Lo Piccolo gli inquirenti avrebbero scoperto, una sorta di rubrica contenente decine di riferimenti a commercianti e imprenditori taglieggiati dalla cosca di San Lorenzo.
ARRESTATO UN TERZO FAVOREGGIATORE - La polizia di Stato ha arrestato un terzo favoreggiatore dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo. L'uomo finito in manette è Vincenzo Giuseppe Di Bella, 50 anni, allevatore di Montelepre, che lunedì è stato visto arrivare alla guida di una Bmw. La polizia ha identificato Di bella e lo ha bloccato nei pressi della sua abitazione nel paesino del Palermitano. Gli altri due favoreggiatori arrestati lunedì erano il proprietario della villetta, Filippo Piffero, e Vito Palazzolo, titolare di un Bed e Breakfast nel vicino paese di Terrasini, entrambi incensurati.
PRIMA NOTTE IN CARCERE - Prima notte in carcere intanto per i boss finiti in manette. I quattro, il boss Salvatore Lo Piccolo, il figlio Sandro, il "reggente" del clan di Brancaccio, Andrea Adamo, ed il carinese Gaspare Pulizzi sono stati trasferiti in gran segreto, in nottata, in quattro differenti carceri tra Roma ed il nord Italia. Salvatore Lo Piccolo, ascoltato lunedì sino a tarda sera negli uffici della Mobile da investigatori e magistrati, ha trascorso, dunque, la sua prima notte in un carcere dopo quasi 24 anni di latitanza. Gli uomini della sezione «Antimafia» della Mobile, intanto, hanno avviato l'analisi dei «pizzini» trovati nel covo. Molti dei messaggi sarebbero in codice, proprio come faceva Provenzano. Le armi, invece, sono state trasferite nei laboratori del gabinetto regionale della polizia scientifica di Palermo per gli esami balistici.
GRASSO E AMATO - La cupola di Cosa Nostra, la direzione provinciale che prende le decisioni, «oggi non esiste, Cosa nostra non ha un vertice». Così il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, nella conferenza stampa al Viminale dopo gli arresti di Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Provenzano, ha spiegato Grasso, «in un pizzino diceva che nella commissione di Cosa nostra erano rimasti lui, Rotolo e Lo Piccolo. Li abbiamo arrestati tutti». Dunque, Cosa nostra «non ha un vertice». Secondo Grasso, però, ciò non significa che non emergeranno nuove figure di spicco: «alcuni capi-zona - dice - hanno aumentato la propria influenza anche fuori i mandamenti. Oggi la mafia è un'organizzazione destrutturata che difficilmente si può muovere, e questo è il momento migliore per colpirla, ma anche per chi, dall'interno, vuole rialzare la testa». Intanto il ministro dell'Interno Giuliano Amato prevede «importanti sviluppi». «Se la mafia si era illusa che la nostra preoccupazione principale fossero i lavavetri si era sbagliata» ha detto il ministro incontrando i vertici delle forze dell'ordine e gli autori dell'operazione che ha portato alla cattura dei boss Lo Piccolo.
Corriere.it
Il video della cattura dal sito Sky Life http://www.skylife.it/searchVideo.do