
Dalla sede di Radio Aut a Terrasini alla casa di Peppino Impastato a Cinisi, migliaia di persone hanno manifestato il ricordo in memoria del giovane militante di Democrazia Proletaria, ucciso dalla mafia nella notte tra l'8 e il 9 maggio di quel 1978, girno in cui fu ucciso anche Aldo Moro, esponente e presidente del consiglio della DC.
"Fra Terrasini e Cinisi non si era mai vista una manifestazione antimafia così nutrita". Commenta così la giornata, Giovanni Impastato, fratello di Peppino, uno tra gli organizzatori della manifestazione nazionale antimafia.
Migliaia di persone giunte da Palermo e da tanti altri comuni di tutta Italia con striscioni, bandiere e fiori fino alla casa di Impastato, a cento passi dell'abitazione del Boss Badalamenti.
Fra la folla anche l'ex leader di Dp, Mario Capanna, un gruppo in rappresentanza del comitato "No Dal Molin" e uno di quello "No Tav". Luisa Impastato, nipote di Peppino, ha distribuito quattromila fiori, gerbere donate al forum sociale antimafia, da un'associazione pugliese. Presente anche Francesco Caruso, espressione dei movimenti no global. E poi i vecchi compagni di Peppino e tanti giovani del movimento antimafia rinato negli ultimi mesi a Palermo. Nel corteo, che all'ingresso a Cinisi ha intonato "Bella ciao", tante bandiere rosse. Ma lungo la strada dei "cento passi" la maggior parte delle finestre sono rimaste ancora una volta chiuse e pochissime persone si sono affacciate.
"Cinisi ha fatto una scelta antimafia chiara, non è più dalla parte di Tano Badalamenti, ma si riconosce in Peppino Impastato", ha detto il sindaco Salvatore Palazzolo annunciando che "L'aula del consiglio comunale sarà intitolata a fine giugno a Peppino Impastato".










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