| Palermo,
5 dicembre 2005
Sarà dunque la sorella del magistrato ucciso a Palermo
dalla mafia con cinque agenti di scorta in via D'Amelio nel 1992
a rappresentare l'Unione nella sfida contro Totò Cuffaro
per la presidenza della Regione Sicilia. Gli elettori hanno scelto
la discontinuita'". Rita Borsellino legge cosi' il suo successo
alle primarie, dove ha ottenuto "una percentuale molto alta
-dice- che da' alla coalizione piu' forza per affrontare la battaglia
vera, quella piu' difficile, per la presidenza della Regione".
Secondo
gli ultimi dati disponibili, la Borsellino su 489 sezioni scrutinate
su 498 ha ottenuto 123.591 voti, pari al 66.9%, rispetto ai 61.204
(33,1%) ricevuti da Ferdinando Latteri. All'appello, per completare
lo spoglio, mancano 9 sezioni, di cui 5 sono nella provincia di
Palermo, e 4 ricadono in quella di Catania. I dati, non ufficiali,
sono quelli raccolti e diffusi dal comitato elettorale di Rita
Borsellino.
Era
sostenuta dai Ds e da tutti gli altri partiti dell'Unione, eccetto
la Margherita che in solitudine aveva proposto il rettore dell'università
di Catania, Ferdinando Latteri, fermatosi al 33,1%. In termini
di suffragi personali, Rita Borsellino ne riporta oltre 123 mila
contro i 61 mila di Latteri. Alta l'affluenza alle urne: 180mila
siciliani hanno preso parte alle primarie del centrosinistra.
"Sento
una grande responsabilità anche alla luce del risultato
che sta venendo fuori e che mi dà quasi al 70 per cento
- ha detto la Borsellino - La mia era una candidatura di discontinuità
e i siciliani l'hanno ben compreso affidandomi il compito per
il quale ho accettato di partecipare".
Latteri
nonostante la sconfitta ha sottolineato il risultato della Margherita
"che era sola contro tutti e anche contro un pezzo di se
stessa. Il dato di Palermo ha fatto abbassare la media altrimenti
avremmo raggiunto il 40 per cento. Da domani sono disponbile a
lavorare all'elaborazione del progetto del centrosinistra per
superare il centrodestra"
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