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Giovanni
Ventimiglia
Fu Arcivescovo di Monreale nel sec. XV. Nello stesso secolo fece erigere
nel feudo di Munchilebbi una maestosa torre dopo aver ricevuto il
permesso dal Re delle due Sicilie Alfonzo V. Dopo la sua morte per
lascito testamentario la torre passò alla cugina Elisabetta
che non si preoccupò di fare delle opere di bonifica per la
torre.
Castrenze Di Bella
Era
un ricco proprietario monrealese che si trasferì a Montelepre
intorno al 1700 e fece costruire: un piccolo ospedale civico nella
periferia nord del paese e il collegio di Maria che aveva lo scopo
di istruire le ragazze nell'arte del ricamo. La sua casa oggi è
un Centro Polifunzionale: Biblioteca Comunale con stanza per collegamenti
su internet e Museo Civico.
Salvatore
Giuliano
Salvatore
Giuliano, (chiamato in famiglia "Turiddu") nacque a Montelepre
il 16 novembre del 1922 da Salvatore e Maria Lombardo. Il padre emigrato
per lavoro in America conosceva il piccolo solo in fotografia. Era
un bambino molto educato e studioso a scuola. Durante la sua giovinezza
il padre tornò e con lui andò a lavorare nei campi.
Nel maggio 1940 scoppiò la Seconda Guerra Mondiale e qualche
anno dopo, Turiddu fu convocato per la visita medica e gli fu assegnato
il compito dell'aereonautica militare, ma non partì perché
poco dopo gli americani sbarcarono in Sicilia. I soldati scapparono,
ma prima di farlo scambiarono degli oggetti con del pane con alcune
persone. Tra queste c'era Turiddu che scambiò un pane per una
pistola. Fu questo incontro che segna il destino di Salvatore Giuliano.
Il 2 settembre 1943 si recò a cavallo a San Giuseppe Jato per
ritirare sacchi di grano (provenienti dal mercato nero). Al ritorno
giunto in località "quattro mulini sentì una voce
proveniente da dietro un canneto, che gli intimava di fermarsi. impaurito,
si fermò e vide dirigersi verso di lui due carabinieri e due
guardie campestri. Questi gli sequestrarono il grano e gli ordinarono
di seguirlo al presidio americano di San Giuseppe Jato. Turiddu pregò
loro di lasciarlo andare e consegnò la sua carta d'identità
per rispondere ad una eventuale chiamata. Intanto sopraggiunsero altri
contrabbandieri e l'appuntato e una delle guardie. Si allontanarono
per bloccarli. Il giovane ne approfittò per cercare di fuggire
ma il carabiniere gli sparò contro alcuni colpi di pistola
ferendolo al petto. Preso dal panico, Giuliano prese la pistola e
sparò al carabiniere ferendolo a morte. Fu inseguito dagli
altri, ma riuscì a fuggire dileguandosi sulle colline. a montelepre
era costretto a stare chiuso in casa., perché era ricercato
ai carabinieri che avevano la sua carta d'identità. Il 24 dicembre,
i carabinieri lo andarono a cercare a casa sua e scappò da
una porta della sua casa che confinava con la campagna e allora portarono
in caserma il padre e i suoi parenti. Giuliano dal suo posto di osservazione,
vedendo suo padre in mezzo a un gruppo di carabinieri, si buttò
alla cieca per le strade di Montelepre, incurante del pericolo che
correva giunse in piazza Ventimiglia e ingaggiò una violentissima
sparatoria con alcuni carabinieri. Uno di essi morì. Turiddu
scappò e fece perdere le sue tracce, da allora visse da fuorilegge.
Nel dopoguerra in Sicilia, sorse il movimento Separatista, che voleva
l'indipendenza dell'isola. Giuliano, che dallo sbarco degli americani
in Sicilia (estate 1943) si era interessato di politica, aderì
al Separatismo. Giuliano con la sua banda è il colpevole della
strage di Portella della Ginestra del 1 maggio 1947, dove morirono
11 persone e altre 33 rimasero ferite, durante una manifestazione.
Nel 1949 il governo istituì uno speciale corpo per la repressione
del banditismo in Sicilia e vi pose a comando Ugo Luca. Questi, fece
arrestare i più fedeli seguaci di Giuliano, come Frank Mannino,
Nunzio Badalamenti e Gaspare Pisciotta che in seguito morì
avvelenato. Sulla morte di Giuliano ci sono diverse versioni. Una
di queste dice che fu ucciso da alcuni componenti del corpo anti-banditismo,
a Castelvetrano, in casa dell'avvocato Gregorio De Maria, la notte
tra il 4 e il 5 luglio 1950. Quindici giorni dopo, la salma di Salvatore
Giuliano, venne portata al cimitero di Montelepre dove i familiari
gli fecero erigere una tomba in marmo.
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