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Gaspare Pisciotta. Portato alla luce un pezzo di storia
Resta comunque un giallo la sua
morte nel carcere "Ucciardone". Ritrovato un fascicolo con le sue
ultime parole. |

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| Nei sotterranei del carcere Ucciardone
di Palermo è stato trovato il verbale con le ultime parole del braccio
destro del bandito Giuliano, Gaspare Pisciotta, suo cugino. Il ritrovamento
risale a qualche giorno fa, durante il riordinamento dell'archivio del
carcere. "Mi hanno avvelenato con il Vidalin, mi sento tirare tutti i nervi
del collo" mormora Pisciotta, mentre la guardia
scrive. Accanto a lui il padre compagno di cella. "Arrivano i soccorsi, gli
viene fatta un iniezione e si sentì subito meglio" scrive un vicino di
cella, Antonino Terranova. "Il flacone era sul comodino. Pisciotta mi ha
incaricato di conservarlo e l'ho nascosto nella mia camera" continua
Terranova. Il padre di Gaspare, Salvatore fa scrivere invece "Il flacone di
medicinale di mio figlio l'aveva preso il Mannino". Resta comunque un
mistero la morte di Gaspare Pisciotta avvenuta il 9 febbraio del 1954 a 29
anni. Tracce di stricnina vennero ritrovate nello zucchero della sua tazza
da caffè. A mezzo secolo dalla sua morte resta ancora il mistero. |
08/02/2005 a cura della
redazione
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