How The West Was Won (2003)
LED ZEPPELIN
Ventisette anni dopo l'opaco The Song Reamins The Same, Jimmy
Page decide
finalmente di fare ascoltare, a chi non ebbe la fortuna di assistere a uno
show dei Led Zeppelin, la potenza che il Dirigibile sprigionava nei suoi
anni migliori; quello che esce fuori dallo stereo durante l'ascolto di
questi tre dischi, è energia e malinconia, violenza sonora e purezza eterea.
Poche band possonovantare un arsenale di pezzi ricco e vario come quello
degli Zeppelin;
sicuramente gli unici in grado di poter frastornare il pubblico con riff
lancinanti, e di ammaliarlo con melodie folk. I tre cd ricalcano la scaletta
del maestoso tour americano del 1972: l'apertura è ancora affidata al grido
di guerra di "Imigrant Song", seguono gli stop & go di "Black Dog", con
Plant che scala le ottave. Dopo una partenza così adrenalinica, è il momento
di distendere un pò l'atmosfera, ed ecco che la band presenta in anteprima
"Over the Hills And Far Away"; ma è solo un'impressione, perchè quello che
sembrava un tranquillo pezzo elettro-acustico si trasforma nel classico
pezzo hard. I momenti più ricchi di pathos sono certamente le esecuzioni di
"Since I've Been Loving You" e "Stairway To Heaven": il primo è il blues più
straziato di casa Zeppelin, la seconda è la ballata per antonomasia del
rock!
Il set acustico comprende le toccanti versioni di "Going To California" e
"That's The Way" con Jones al mandolino, e l'allegra e coinvolgente
"Bron-Yr-Aur Stomp", dedicata da Plant al suo cane Stryder. "Dazed And
Confused" e "Whole Lotta Love" diventano delle jam eccezionali, dove la band
suona tutto ciò che le passa per la testa: dalle violenze perpetrate da Page
alla sua Gibson con l'archetto da violino, ad accenni a proprie canzoni
("The Crunge"), agli omaggi resi ai classici del blues e del rock 'n' roll
("Going Down Slow" e "Boogie Chillun"). "Rock And Roll", la quintessenza del
rock 'n' roll, finalmente è suonata con quella grinta che la rende degna
della versione in studio. Infine una menzione particolare ai 20 minuti di
"Moby Dick", uno dei pochi assoli di batteria che riesce a non annoiare:
ascoltando l'assolo di Bonzo si capisce perchè la band non ha nemmeno
considerato la sciagurata ipotesi di sostituirlo dopo la sua morte: non
avrebbero più avuto la stessa energia!
when all are one and one is all
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