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IN MOVIMENTO -  9 APRILE 2005
Berlusconi a Ballarò, ovvero la fine del berlusconismo
di Viviana Vivarelli

Mentre tutti si chiedono come mai il Presidente del Consiglio non commenti i risultati regionali, come gli compete, all'improvviso, senza avvertire, Berlusconi appare a Ballaro', come la Madonna di Fatima, quasi un terremoto, se si pensa che da quasi dieci anni ha sempre rifiutato ogni confronto, e poi Ballaro' e' su Rai3, territorio nemico!
Ci sono D'Alema e Rutelli.
Di colpo l'audience sale a 7,5 milioni di spettatori. Un record!
Un Ballaro' lunghissimo da record dei primati!
Un vero ring. Berlusconi arriva con la flebile scusa che 'deve' sostituire La Loggia impossibilitato.
Ostenta sicurezza e ottimismo ma fa un effetto strano (forse sara' lo shock di non averlo mai visto prima interrotto da altri) tanto che non pare piu' un premier ma un membro dell'opposizione. E poi Rutelli e D'Alema lo martellano senza pieta' e gli esperti di economia non gliene passano una.
Cosi' i risultati della comparsata stridono, non e' preparato, dice slogan, sparla, sproposita. E' chiara la differenza con le cassette registrate su copioni altrui, nei duetti stona, nel gioco libero s'impalla.
Non conosce le cifre, confonde i dati, da' risposte insoddisfacenti, risolve con battute che lasciano freddi. Insomma un pivello della politica! Di fronte a lui persino Rutelli sembra un diamante, per non parlare di quella volpe di D'Alema che praticamente lo smantella.
Particolare piccante: forse e' vero che gioca di sorpresa, infatti ha la stessa cravatta a pallini di D'Alema e in una trasmissione concertata questo non sarebbe successo mai. Rutelli nota cinicamente che aumentano tributi, carovita, tasse locali, servizi, bollette, benzina, mentre scadiamo in competivita' e sale il deficit. Ma B. nega la disfatta e dice: "Quello che ha perso e' andato nel limbo degli indecisi". Diamanti lo corregge: i sondaggi rivelano che la gente che votava FI ha votato Marrazzo, Vendola.. non che sia andata nel limbo, e quelli che si sono spostati sono casalinghe, pensionati.insomma lo zoccolo duro 'televisivo'. Per la serie 'frasi famose', si legge la dichiarazione di Berlusconi a
Panorama:
"In Italia c'è uno Stato manifesto, costituito dal governo e dalla sua maggioranza in Parlamento, e c'è uno Stato parallelo: quello organizzato in forma di potere dalla sinistra nelle scuole superiori (D'Alema fa un balzo) e nelle università, nel giornalismo e nelle tv (altro balzo di D'Alema), nei sindacati e nella magistratura, nel Csm e nei tar, fino alla Consulta. Se si consentirà a questo Stato occulto di unirsi allo Stato palese, avremo in Italia un regime 'vendicativo e giustizialista', mascherato di legalità ed ostile a tutto ciò che è privato».

Richiesto di spiegazioni si questo ardito concetto, Berlusconi si tira indietro, dicendo che non sono parole sue, lui e' solo il portavoce del popolo italiano. Portavoce'!? Rutelli sghignazza sul fatto che le scuole superiori e le universita' siano i membri di questa 'spectre' e dice di capire ora "vista la pericolosita' delle scuole superiori, le finalita' della legge Moratti". Gli studenti delle scuole superiori, improvvisamente alzati a rango di sovversivi di lusso, esultano!
L'ilarita' e' alle stelle!
Che le televisioni siano dominate dalla sinistra e in combutta coi liceali sembra un po' grossa, ma B, insiste: "Sono tutti contro di me, le scuole, le procure, i Consigli di Stato (?), la Corte Costituzionale.. e mi fermo qui per carita' di patria!"
Insomma ce l'hanno tutti con lui perche' e' piccolo e nero.
B ha contro una P2 di sinistra ramificata in tutto il paese! Impossibile vincere.

Il giorno dopo dira' che le regioni e i comuni e le province hanno vinto grazie al 'clientelismo'.
Praticamente e' solo contro tutti.
E questo in politichese romanesco si chiama 'prendere una tranvata!"
B. parla di de-toscanizzare e plaude al successo della Lombardia (hanno perso 700.000 voti!).
Enumera le regalie al Sud: "Abbiamo speso nel 2003 25 miliardi di euro, mentre gli altri nel 99 solo 15; di tutti gli investimenti ben il 55,5% e' andato in strade per il Sud (la Salerno-Reggio Calabria?), la disoccupazione che era nel 2001 del 21% oggi e' scesa al 17.
Nessuno dei governi precedenti ha fatto meglio di noi!" Ma allora il Sud doveva fargli un plebiscito!
In verita' e' proprio l'ISTAT a dire che si sono persi 72.000 posti di lavoro solo nel 2004 e che la diminuzione del tasso di disoccupati e' solo apparente, 120.000 si sono spostati a nord, cancellandosi dalle liste di disoccupati e solo per questo non figurano piu' come disoccupati, non ci sono proprio piu' sul territorio, e il peggio e' che tra loro ci sono i laureati, quelli che dovevano formare la classe dirigente meridionale e che cercano lavori di fortuna. Ma Alemanno dice : "Il paese non ci ha capiti!" Lo dicono anche a Bologna "Non stanno capiti!
Non stanno capiti. Non stanno votati. Ma ci stanno a fare?

E l'esodo del Sud non e' un caso, visto che abbiamo: insicurezza, mancanza di futuro, aumento di criminalita'. E poi la devoluzione spaventa, lo dicono i sondaggi.
E a questo punto B. fa la fatidica domanda: "E se anche andassero al governo, come farebbero a governare cosi' diversi, senza esplodere?"
Risposta:
Come hanno sempre fatto, visto che governano insieme nel 70% dei comuni e nel 75% delle province e non e' mai esploso nessuno. A ognuno le sue sfide. Ma 11 mesi di battaglia elettorale lo ammazzeranno, questo paese! D'Alema chiede: "Visto che il problema economico oggi e' il principale, visto il bisogno di rilanciare l'occupazione, e' proprio il caso di fare questa riforma che stravolge la Costituzione e che molti della Cdl nemmeno voglionoe?" Ma lui duro, portera' avanti proprio quella. Insomma, se deve scegliere se aumentare il suo potere o pensare all'economia, la scelta e' ovvia.
D'Alema insiste: "Avete a disposizione 70 giornate parlamentari, c'e' da fare una finanziaria, da trasformare in legge il decreto sulla competivita', il DPF, da eliminare l'IRAP, da fare le grandi opere, da terminare la riforma della giustizia, da sanare il bilancio, da rientrare nei parametri di Maastricht, e si vuole anche cambiare la Costituzione, fare un premierato forte, cambiare le regole elettorali ed eliminare la par condicio? Non e' un po' troppo?"
L'ultimo sfondone di B. e' irresistibile.
Invano il docente Faini dice che finora i condoni una tantum hanno tappato qualche buco ma ora, spariti quelli, non restano piu' soldi per coprire la spesa ordinaria, e ridurre le tasse e' pericoloso e non ottiene alcune ripresa economica e che non solo i conti pubblici hanno sfondato il tetto del 3% e siamo addirittura al 3,6 ma la commissione di Barroso nelle sue previsioni di primavera dice che per il 2006 il disavanzo italiano (anche bloccando qualsiasi riduzione fiscale) arrivera' al 4,6!!! Se invece si intende ridurre ancora alle tasse, scatteremo al 5,6, dopodiche' scattera' anche la reazione dei mercati e la loro punizione sara' peggio di Maastricht e fara' crollare l'Italia.
Ma la risposta di B. e': "Cifre volatili!" Volatili?!?! Andra' avanti lo stesso con una ulteriore riduzione di tasse, altri 12.000 miliardi di lire. Come si pagano? Si ridurranno le spese un po' qua un po' la', qualche vendita di titoli, qualche digitalizzazione di archivi, qualche clientelismo in meno (come Storace nel Lazio?) qualche riduzione di enti inutili', non si dice ovviamente quali, per non perdere voti.
"Non c'e' nulla di certo in queste previsioni!" Beh, visto che da esse dipende il nostro futuro e la nostra permanenza in Europa, non ci sembra. "Nel 2006 tagliero' ancora le tasse tagliando le spese.
Due volte ho abbassato le spese di 35.000 miliardi di lire, ora le abbassero' di 27.000 miliardi di lire. Venderemo beni dello Stato, aziende pubbliche." D'Alema non ne puo' piu': "B. dice che vendera' beni dello stato per 5,6 punti di PIL, per 150.000 miliardi! Clamoroso! Una balla che nessuno puo' credere! Non esistono nemmeno tanti beni pubblici per fare una operazione cosi'!" (e l'anno dopo cosa ci vendiamo?). B. dice che intende ridurre le tasse di 24.000 miliardi di lire e, contemporaneamente, vendere il patrimonio pubblico per abbattere il debito fino al 100% del PIL. E abbiamo l'obbligo europeo di abbattere l'IRAP che da sola comporta una rimessa di 31 miliardi di euro!" Ma tutto cio' e' impossibile! Siamo allo sfascio! E in 70 giorni il parlamento dovrebbe occuparsi di tutto questo? Ma via! B. non fara' nulla, cerchera' solo di cambiare le regole del gioco per aggiudicarsi il potere, mandando a picco l'Italia di cui finora ha dimostrato di curarsi poco.

La comparsata non e' andata molto bene. B. non e' molto contento, cosi', prima di andarsene, dice la sua malignita' a Floris: "Sulle reti che fanno parte del mio gruppo trasmissioni faziose come questa non ce ne sono mai state perche' deve fare ascolto anche il pubblico della sinistra, per questo la televisione privata non incide sulla politica".
Ma noi non dubitiamo che Ballaro' abbia fatto ascolto anche col pubblico della destra.
Certo non siamo da Masotti e si sente.
E allora presidente, e se perdesse? "Sono assolutamente convinto che per me sia impossibile perdere".
Come disse il pappagallo al gatto.

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