27 giu 2009

Posted by Francesco Previti in Notizie

Amiche per l’Abruzzo: 44 voci per la popolazione colpita dal terremoto

Amiche per l’Abruzzo: 44 voci per la popolazione colpita dal terremoto

Prima di Laura Pausini, nessuna donna aveva espugnato San Siro. Il 21 giugno, in un solo colpo, lo stadio si è tinto di rosa, con 55mila presenze di pubblico. Quarantaquattro voci femminili, 440 minuti di musica nel megaconcerto organizzato in favore dei terremotati. I soldi raccolti – circa un milione e mezzo di euro – sono destinati alla ricostruzione della scuola elementare De Amicis dell’Aquila. Ad aprire la lunga kermesse ‘Amiche per l’Abruzzo’ è stata Antonella Ruggiero con l’Ave Maria di Fabrizio De Andrè, seguita da Senit e Jo Squillo che con la sua ‘Siamo Donne’ è stata la prima ad infiammare lo stadio. Una dopo l’altra 44 artiste, tra le quali le madrine dell’evento (Mannoia, Giorgia, Elisa, Nannini) e la promotrice Laura Pausini.

Il tutto è filato via liscio, ordinato, essenziale e così pare sia piaciuto: speaker delle radio a condurre senza eccessi e solo quelle delle cantanti a polarizzare l’attenzione per la più lunga kermesse femminile mai vista nel Belpaese. Liscio appunto, ma fino al primo nome che ha reso effervescente lo spettacolo. Quello che era stato partecipe ma pacato è diventato un pubblico scatenato e San Siro è esploso prima al comparire di Fiorella Mannoia, poi all’arrivo di Laura Pausini che, in abito lungo verde speranza, si è inserita in un duetto sulle note di una «E penso a te» dedicata all’Abruzzo (con tanto di ballo lento tra le due).

Mano nella mano hanno attaccato «Quello che le donne non dicono» nella quale, strofa dopo strofa, sono entrate Elisa, Carmen Consoli e Giorgia. Da incastonare nella memoria certi duetti mozzafiato: quelli di Giorgia e Pausini in «Gocce di memoria» e «Primavera in anticipo», di Giorgia ed Elisa in «E poi» (che ha avuto il potere di ammutolire il Meazza), di Elisa e Gianna Nannini in ‘Gli ostacoli del cuore’, di Elisa e Mannoia in ‘Eppure sentire’, di Elisa e Pausini (e Irene Grandi) in ‘Luce’, di Pausini e Nannini in ‘La solitudine’, di Gianna e Giorgia in ‘Amandoti’ e ‘Come Saprei’.

Le madrine, insomma, si sono fuse e reciprocamente ospitate, sperimentando combinazioni di voci inedite e dando nuovo lustro a vecchi cavalli di battaglia. È così che hanno fomentato una febbre che, del resto, aveva avuto molto tempo a disposizione per salire: ore di musica partite alle 16 del pomeriggio e che a mezzanotte, quando il concerto si chiude con l’inedito scritto dalla Nannini «Donna d’Onna» e con il corale «Il mio canto libero», avranno asciugato più di qualche gola.

Senza contare quelle che, nel privato delle loro case e automobili, si sono aggiunte al coro quando è partita la diretta dell’evento a rete unificate su 12 emittenti radiofoniche nazionali. Alla fine, anche se non si potrà definirlo perfetto, anche se nell’era degli effetti speciali qualcuno avrà sofferto l’assenza di tecnologie sofisticate e scenografie fantasmagoriche, in realtà la giornata ha offerto proprio quello che un concerto dovrebbe offrire: semplicemente musica. Uno spettacolo di voci, quelle delle ‘Amiche per l’Abruzzò, pulito e immediato.

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