19 giu 2009

Posted by Francesco Previti in Notizie

Presentato il libro “Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano”

Presentato il libro “Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano”

E’ stato presentato nei giorni scorsi a Montelepre, il libro “Montelepre, il dopoguerra e  i misteri di Giuliano” di Salvatore Badalamenti edito da La Zisa.  L’autore nato a Montelepre, è stato consigliere comunale nel 1980 per il Partito Comunista Italiano, oggi vive e lavora a Palermo. Il volume sarà disponibile a breve nelle librerie a 13 euro.

  1. Pietro scrive:

    Ho partecipato alla presentazione del libro, l’ho comprato e mi appresterò a leggerlo. Malgrado non conosca il contenuto, ho apprezzato intanto la volontà di Badalamenti di andarsi a rileggere e studiare le fonti storiche, ma soprattutto la sua astensione nel dare un responso preventivo. Qualsiasi sia la sua idea, anche se diversa dalla mia, la rispetterò.
    Le solite note stonate: nella presentazione ho avuto ancora una volta modo di vedere qualcuno ergersi paladino della moralità e della verrità storica (malgrado ancora sconosciuta agli atti ufficiali). Infatti, costatavo che i signori Cordaro e Zalapì (mi sembra questo il nome) tirano sentenze sin troppo azzardate e sicure., Il paradosso dei paradossi è che sono state le uniche persone “non Monteleprine” che minuziosamente descrivono la relazione fra i monteleprini e Giuliano! Cioè in un contesto di 50 monteleprini presenti, gli unici che danno sentenze sono le uniche due persone meno titolate a rispondere in quanto ignoranti della realtà e della genetica monteleprina nei tempi del banditismo!
    Volevo dire ai sopracitati signori, di lasciare che siano i Monteleprini a farsi una propria idea, se proprio questa è la loro voglia, e in quanto alle vostre certezze, personalmente io mi fido più delle testimonianze oculari degli ottantenni “ignoranti” piuttosto della vostra deviata cultura anche se intrisa di intellettualismi reconditi, preferisco i racconti dei potagonisti che hanno vissuto sulla propria pelle le angherie di uno stato indifferente ai bisogni del popolo piuttosto che qualche testo volutamente di parte.
    Qualcuno sbaglierà a porre il ritratto di Giuliano sotto l’immagine di s. giuseppe sopra il quale il crocifisso, ma mai mi scandalizzerà verso coloro che riconoscendosi sotto la falce e il martello insanguinato, sostituiscono il crocifisso col ritratto di Stalin o il vostro il mitico Che a un capezzale del letto!!! Li credo sig. Cordaro, che bisogna tenersi veramente saldi onde evitare capogiri!!!

  2. Pietro Di Maria scrive:

    E bene dunque il libro l’ho letto.
    Secondo il mio modestissimo parere, nella stesura emerge in maniera un po netta il pensiero di parte dell’autore che della vicenda Giuliano butta giù dalla torre tutta la Democrazia Cristiana rendendola unica mandante responsabile delle stragi, con parte del vaticano al seguito su cui l’autore prende posizione un po ambigue deridendone aspetti secondo me inviolabili, e giustificando il senso dell’ateismo tipico comunista.
    Rispetto l’opinione dell’autore, la considero però al pari di altri solo un opinione e non verità assoluta.
    Condivido certe posizioni dell’autorem ma non ne condivido altre.
    Per esempio l’estranietà ai misteri di Giuliano da parte degli esponenti politici di sinistra. Non mi convince il tema, per esempio dell’assenza di Li Causi all’ultimo minuto al comizio di portella(malgrado la versione del testo), nonchè l’eventuale relazione con Giuliano, così come non mi è chiara la posizione del progressista Varvaro, nonchè l’omicidio di Antonio Canepa professore universitario fondatore dell’evis, conosciuto nelle file della sinistra Catenese. In linea di massima è un libro interessante dell’altra sponda, che va letto e che mi ha permesso di proiettarmi ancora una volta nei vicoli monteleprini degli anni 50. Invito a leggerlo, ma con occhi imparziali e con la consapevolezza che intanto “Di sicuro c’è solo che è morto” e che l’autore giustamente rivendica un certo idealismo di parte che apparentemente subisce le gesta della vicenda storica….solo apparentemente.
    Se mi è consentito, era giusto accennare che molti componenti dio coloro che “sparano” a Portella hanno la tessera Pci, fra tutti Gaspare Pisciotta conosciuto assieme al genitore anche per la sua cocciutaggine “sinistra”. Comunisti che sparano contro i comunisti?! C’è qualcosa che ancora non è del tutto chiarito..è opportuno, forse, che si faccia luce su certe verità “assodate” proclamate ai quattro venti.

  3. Pietro Cordaro scrive:

    Accusare qualcuno di ergersi paladino di verità, se tutta la verità non è ancora stata scritta sui libri di storia, potrebbe anche essere legittimo. Ma se l’accusa è portata avanti da chi crede, spera, cerca una NON-VERITÀ contrapposta, ed è quello che si evince dalle parole dei due commenti sopra e del commento di Di Maria ne “Una petizione per chiedere un museo della memoria storica”, e allora, scusate, ma si diventa peggiori del presunto paladino, perché non vi limitate a dire che sta affermando delle false verità (se di questo si tratta…), ma, non curandovi del rispetto delle opinioni altrui, parteggiate chiaramente per una pseudo realtà completamente diversa. Il 2016 non è poi così lontano, che si comincino pure a raccogliere le testimonianze di coloro che hanno veramente vissuto quel periodo, li confronteremo e integreremo con le pagine di storia che ci verranno restituite.
    Detto questo che, sia ben chiaro, è solo una mia opinione (che mi affretto ad esprimere, finché ci è permesso) vorrei focalizzare l’intervento su un altro aspetto evidenziato dai due autori sopra: potrebbe uno di voi lettori, se antropologo, mostrarmi la relazione genetica tra uno dei nostri primi antenati fondatori di Montelepre e un progenitore di Hitler? Perché altrimenti non riesco a capire questa ostentazione della “razza” monteleprina, alla stregua del suddetto con la razza ariana! In un mondo che si dirige verso la globalizzazione in cui i confini dei diversi paesi si fanno sempre più incerti voi rivendicate l’identità non dell’Italia, non della Sicilia, ma di Montelepre!!?? O forse siete dei no-global? Certo che mi viene difficile crederlo, il signor Berlusconi è a favore della globalizzazione, e come se lo è… L’identitarismo, posto nei vostri termini, è alla base dell’intolleranza, del razzismo. Perché una persona non nata a Montelepre non potrebbe capire la vicenda di Giuliano? Perché voi, che non credo abbiate ottanta anni, potete capire tramite i racconti, le letture, le testimonianze “la realtà e la genetica monteleprina nei tempi del banditismo” e qualcun altro no? E allora a cosa serve narrare a tutti, con libri articoli siti web e film, la storia di Giuliano, se nessuno è in grado di comprenderla? Da uomo, quale appartenente alla “razza” umana, sono indignato che qualcuno la pensi così!
    Un’ultima nota per il Pietro in alto: critica pure il partito comunista e quello che ha fatto, ne hai tutto il diritto e le ragioni, ma la prossima volta, per favore, non nominare invano (lungi da me qualsiasi similitudine) Ernesto Che Guevara; capisco che l’immaginario comune lo associ ormai al partito comunista, ma lui è stato ben altro. Quindi, documentati.

  4. Pietro Di Maria scrive:

    Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire. (Voltaire)..
    Con questo presupposto per me indissolubile, tanto per evitare a scanso di equivoci qualsiasi iniziativa totalitaria, volevo, anche se malvolentieri, chiarire qualche dettaglio della polemica che ahimè si è creata.
    Intanto preciso che i due Pietro coincidono con la medesima persona che in questa circostanza è rappresentata da chi scrive.
    Per quanto riguarda il dibattito che si è creato alla presentazione del libro, non voglio soffermarmi più di tanto nei dettagli visto che non essendo presente ne sconosci le dinamiche, tuttavia volevo ribadire che sulla vicenda Giuliano non si hanno ad oggi verità ufficiali tali da proclamare giudizi spregiudicati, pertanto con la consapevolezza di chi sente puzza di bruciato e per la quale si ha la vaga impressione di aver recepito una storia intrisa di menzogne e opportunismi, cosa confermata da grandi opinionisti ed emeriti giornalisti, piuttosto che brancolare nel buio alla ricerca di potenziali mandanti ed esecutori, è consigliabile tacere e attendere che si faccia piena luce su un “giallo” della nostra piccola realtà. Questo per me è un dato di fatto altro che ricerca di una pseudo realtà completamente diversa. Ringrazio Iddio, perché con la mia liberissima opinione non devo difendere alcun partito ne tantomeno alcun colore politico, devo difendere semplicemente le mie opinioni minacciate da ipocrisie varie e moralismi deviati che vengono tramandati paternalisticamente alla nostra cultura, ma attraverso i quali in realtà non si fa altro che inculcare semi di mediocrità travestita di nobile etica.
    Leggo addirittura una certa di insinuazione razziale! Mi rendo conto che attraverso “manovre subdole” si cerca di accaparrarsi l’aspetto buonista della discussione approfittando dell’ effetto eco che può generare un concetto figurativo magari espresso male, approfitto dell’occasione per smentire l’immeritata legittimazione del mio interlocutore per ripetermi: Chi azzard giudizi spropositati sulla vicenda Giuliano, spesse volte è un individuo assente per questione anagrafica dall’epoca dei fatti e o addirittura un monteleprino di adozione che non puo avere quindi, un certo metro di attendibilità, visto che non può godere di testimonianze vive da parenti diretti che hanno vissuto sulla propria pelle la vicenda! Tuttavia a prescindere, alla luce del fatto che spesso interpellando i pchi rduci protagonisti dell’epoca, mi sento raccontare versioni contrastanti o aneddoti diametralmente opposti da chi recita l’oipinionismo di quartiere perditempo, penso che ciò sia sufficiente per non prendere per buona alcuna verità, nè tantomeno pretendere diimporla come tale. Quindi, dicevo, che personalmente mi fido più di gente che ha visto coi propri occhi, piuttosto di chi parla per sentito dire. Purtroppo la mancanza di obiettività di certa gente, confonde l’ omertà col voluto e doloroso silenzio degli anziani che celano con questo, il disgusto verso uno stato assente e parassita che ha usurpato e violentato anche i diritti primordiali del popolo siciliano nonché la dignità tracciando in questi un trauma psicologico irreparabile!!
    In questo concetto non leggo nessun atteggiamento razziale.
    Almeno che per culto della razza non intendi la radicale posizione nel rivendicare i diritti e la libertà di un popolo sempre vittima dello scenario politico che si è protrae dall’epoca post Federico II ad oggi, allora si, li mi sento un razzista, ma per empietà politica piuttosto che avverso all’essere umano anche seppur diverso ma complementare a me, per cui evita di far retorica da quattro soli fine a se stessa, non regge.
    Alla fine come tutti gli uomini di sinistra che nell’opinione diversa dell’interlecutore non vede altro che i proselitismi più deleteri dello stile Mussolini, Hitler, Riina, Provenzano, Bin Laden, Caino e chi più ne ha più ne metta,ossessionati del fantasma di Berlusconi, che ovunque appare, anche qui non si perde occasione per chiamarlo in causa.
    Mi chiedo:” ma in questo contesto, cosa c’entra Berlusconi?!! Tengo a precisare che sono lontano dalle sue grinfe politiche in quanto libero di pensare secondo le proprie idee non imbrattate da vizi politici, le stesse grinfie per le quali abboccate sempre all’amo fino a renderlo un chiodo fisso, rendendovi vittime immolate, non avete capito che lo avete reso più immortale voi che gli elettori stessi di cui non faccio parte.
    Come dire: “Pàrranni mali ma pàrranni spissu”.
    Un’ ultima cosa: avvalendomi sempre dell’inoppugnabile libertà di pensiero,consapevole che ciò farà girare il volto e non solo quello a certi lettori, partendo dal concetto indissolubile per cui chi uccide è sempre un assassino, affermando come verità assoluta il principio per cui non vi è alcun ideale che giustifichi la violenza e ancor di più la soppressione di altre vite umane compresa la propria; dal profondo della mia modesta ignoranza, mi spieghi qual è la differenza fra Salvatore Giuliano ed l”impronunciabile” SS Ernesto Che Guevara di cui andate fieri? (Tanto da giustificare la rimozione del Crocifisso?). Rendendo l’indegna testimonianza a una “grande anima” di un esile involucro umano, si ricorda che vi è pur sempre la possibilita attraverso la spinta dai propri ideali di condurre e vincere una guerra senza spargimenti di sangue, tanto da poter liberare l’india dagli inglesi. Spavaldamente prendo le distanza da chi per imporre la propria causa, anche se nobile, imbraccia un fucile come strumento di convincimento(si chiamino questi Giuliano, Garibaldi o Che Guevara. Rimango cosciente del fatto che l’eco di un pacifista qual è Gandhi non sarà mai tanto determinato da poter avere una risonanza mondiale tale da imporsi su un individuo per il quale ostentate orgogliosamente l’effige!! perchè la natura insegna che purtroppo fa piu rumore un albero cha cade piuttosto una foresta che cresce!!
    Spero vi sia una risposta plausibile affinchè possa convincermi diversamente. Difficilmente però mi si potrà sfatare il mito per cui la differenza fra vincitori e vinti, si limita semplicemente sul fatto che i primi scriveranno la storia ergendosi eroi di guerra, i secondi resteranno avvolti eternamente da un’aura di sconfitta per la quale saranno chiamati spietati assassini..

    Non me ne frega niente se anche io sono sbagliato
    spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
    coi furbi e prepotenti da sempre mi balocco
    e al fin della licenza io non perdono e tocco
    io non perdono, non perdono e tocco.

    Di Maria Pietro

  5. Maria Agnese Marchese scrive:

    Le ideologie uccidono le intelligenze anche quando non sono ancora emerse.

  6. Pietro Cordaro scrive:

    Complimenti Pietro! Vedo che pregiudizi, luoghi comuni e contraddizioni abbondano nel tuo commento! (o sarà forse la mia ottica distorta di sinistra a farmi vedere ciò!!!) Inutile, a questo punto, pensare di intavolare un discorso, almeno in questa sede. Mi piacerebbe, tuttavia, discuterne di presenza. Se sei disposto ci vediamo ad agosto, quando verrò a Montelepre.

  7. Pietro Di Maria scrive:

    Di certo l’unica angolatura da cui vedi le cose non ti è di molto aiuto, se mi fossi dichiarato di sinistra, probabilmente il confronto avrebbe avuto un’altra piega…. Comunque resto a totale disposizione per ribadire i miei concetti, credo unilaterali e senza contraddizioni non per questo aperti a qualsiasi confronto purchè libero da qualsiasi condizionamnto politico, perchè qui la “verità non raccontata” va difesa non lo schieramento ideologico!! Difficilmente si sazierà la sete di giustizia dei martiri monteleprini con i saggi politici, attraverso questi specchi si ingannano solo le allodole.

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